Uno scriba, una canna e una tavoletta
Più di cinquemila anni fa, a Uruk, una città sulle rive dell'Eufrate, uno scriba preme una canna su una tavoletta di argilla umida. Non scrive una poesia né una legge. Annota quanto orzo è entrato nel granaio del tempio e quante razioni ne sono uscite. Molti dei testi più antichi giunti fino a noi sono esattamente questo: conti.
Questa è la storia di come quel bisogno, sapere che cosa si possiede, che cosa si deve e a chi, ha attraversato cinque millenni fino ad arrivare al suo browser.
Prima della scrittura, i conti
Molto prima delle tavolette, i popoli del Vicino Oriente contavano con piccoli gettoni d'argilla: un cono, una sfera o un disco per ogni misura di grano o per ogni animale. Secondo l'archeologa Denise Schmandt-Besserat, col tempo quei gettoni vennero chiusi in involucri d'argilla sigillati, segnati all'esterno per indicarne il contenuto. Poi bastarono i segni, e i segni sull'argilla piatta diventarono scrittura. Se la sua teoria è giusta, la scrittura nacque per tenere i conti.
I nodi degli Inca
Dall'altra parte del mondo, l'Impero inca amministrò milioni di persone senza una scrittura alfabetica. Lo fece con i quipu: cordicelle di cotone o di lana con nodi, in cui la posizione di ogni nodo indicava unità, decine e centinaia. Specialisti chiamati quipucamayoc vi registravano tributi, magazzini e censimenti, e li leggevano davanti alle autorità. Era un sistema decimale, portatile e verificabile.
Venezia, 1494
La partita doppia non l'ha inventata una sola persona. Mercanti e banchieri delle città italiane la usavano almeno dal Trecento: registravano ogni operazione in due conti, uno in dare e l'altro in avere, perché i libri si controllassero da soli. Mancava qualcuno che la spiegasse a tutti.
Nel 1494 il frate francescano e matematico Luca Pacioli pubblicò a Venezia la Summa de arithmetica, geometria, proportioni et proportionalita. Uno dei suoi capitoli, Particularis de computis et scripturis, descriveva il metodo veneziano: tre libri (il memoriale, il giornale e il quaderno, cioè il mastro), ogni scrittura in due conti e un bilancio che doveva quadrare. Grazie alla stampa, appena arrivata, il metodo percorse l'Europa. Pacioli era anche amico di Leonardo da Vinci, che disegnò le illustrazioni di un altro suo libro, De divina proportione.
Un'invenzione dello spirito umano
Tre secoli dopo, la partita doppia era ormai così naturale negli affari da entrare nella letteratura. Nel romanzo di Goethe Gli anni di apprendistato di Wilhelm Meister, il commerciante Werner la definisce «una delle più belle invenzioni dello spirito umano».
Le ferrovie e le grandi fabbriche dell'Ottocento portarono problemi nuovi: come ripartire il costo di una locomotiva sugli anni in cui dura, come riferire a migliaia di azionisti. Nacque la professione moderna. Nel 1854 la Society of Accountants di Edimburgo ricevette la sua carta reale e, con essa, il titolo di chartered accountant.
Dalla calcolatrice meccanica al foglio di calcolo
Per un secolo i libri si tennero a mano, con l'aiuto di macchine addizionatrici e poi di grandi calcolatori nelle aziende che potevano permetterseli. Nel 1979 Dan Bricklin e Bob Frankston lanciarono VisiCalc per l'Apple II, il primo foglio di calcolo per personal computer. Molti comprarono un Apple II solo per usarlo. Per la prima volta una piccola impresa poteva rifare in pochi secondi ciò che prima costava un pomeriggio di calcolatrice.
Ciò che non è cambiato
Dall'argilla al cloud è cambiato quasi tutto: il supporto, la velocità, la portata. L'essenziale è rimasto uguale. Ogni operazione si registra una volta, in ordine e con la sua prova. Ogni importo entra due volte, in dare e in avere. E ciò che è scritto non si cancella: si corregge con una nuova scrittura, perché chiunque possa seguire la storia. Lo scriba di Uruk e il frate di Venezia riconoscerebbero le loro regole in qualsiasi contabilità ben tenuta di oggi.
Dove entra Aconta Online
Aconta Online è il metodo di Pacioli nel browser: libro giornale e libro mastro, ogni scrittura con il suo dare e il suo avere, e un sistema che si rifiuta di registrarne una che non quadra. Ciò che è registrato non si modifica mai; si corregge con uno storno, come vuole la tradizione. Funziona in quattordici lingue e spiega ogni termine nel suo glossario. La prima impresa è gratuita, senza carta.
Domande frequenti
Chi ha inventato la contabilità?
Nessuno in particolare. I conti esistevano prima della scrittura, in Mesopotamia. La partita doppia fu sviluppata dai mercanti italiani e diffusa da Luca Pacioli nel 1494.
Chi era Luca Pacioli?
Un frate francescano e matematico italiano che nel 1494 pubblicò a Venezia la prima descrizione a stampa della partita doppia, nella sua Summa de arithmetica. Era amico di Leonardo da Vinci.
Quali sono le registrazioni contabili più antiche?
Alcune delle più antiche tavolette d'argilla della Mesopotamia, di oltre cinquemila anni fa, sono registrazioni di grano, bestiame e razioni dei templi.
Che cos'era un quipu?
Un insieme di cordicelle annodate che gli Inca usavano per registrare numeri: tributi, magazzini e censimenti. La posizione di ogni nodo ne indicava il valore in un sistema decimale.
